economia

Australia: telelavoro obbligatorio? victoria punta al diritto alla smart working

Melbourne, città laboratorio del lavoro ibrido, si prepara a una rivoluzione. La regione australiana del Victoria sta valutando una legge che renderebbe obbligatorio il telelavoro per almeno due giorni a settimana per i dipendenti che possono svolgere il proprio lavoro da remoto.

Victoria, pioniera del diritto al lavoro flessibile

Victoria, pioniera del diritto al lavoro flessibile

Il progetto, promosso dal governo guidato dalla laburista Jacinta Allan, mira a trasformare il Victoria in uno dei primi territori sviluppati a garantire legalmente una quota minima di smart working. La legge, che dovrebbe entrare in vigore il 1° settembre 2026, interesserebbe sia il settore pubblico che quello privato.

La mossa, già discussa a livello internazionale, riprende un trend in crescita. In Germania, ad esempio, il 73% delle aziende che ha sperimentato la settimana lavorativa di quattro giorni non intende rinunciare al modello, con il diritto al lavoro da casa come elemento chiave. Il governo del Victoria prevede un calendario graduale per l'applicazione della norma, con le piccole imprese (meno di 15 dipendenti) che avrebbero più tempo per adeguarsi.

Allan ha sostenuto che questa misura non solo risparmierà tempo e denaro alle famiglie, ma permetterà anche a più genitori di conciliare vita privata e professionale. La flessibilità lavorativa, secondo l'esecutivo, favorirà anche una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, soprattutto per le donne.

La proposta, però, non è priva di controversie. Associazioni di categoria e alcuni dirigenti temono un aumento del carico burocratico e un potenziale impatto sulla produttività. Si vocifera anche di un possibile effetto deterrente sugli investimenti, con alcune aziende pronte a trasferire le proprie attività in regioni con normative più permissive.

La situazione a Melbourne è particolarmente significativa. La città, che ha subito alcuni dei lockdown più prolungati durante la pandemia, ha visto accelerare l'adozione del lavoro da remoto. Molte grandi aziende, nei settori minerario, bancario, delle telecomunicazioni e dei fondi pensione, hanno già implementato modelli ibridi. La differenza, ora, è che il telelavoro non dipenderà più solo dalla cultura aziendale, ma sarà tutelato dalla legge.

Il dibattito è aperto. Mentre alcune aziende spingono per un ritorno alla presenza fisica, sindacati e governi esplorano come integrare il telelavoro nella regolamentazione del lavoro. La decisione del Parlamento del Victoria nei prossimi mesi potrebbe definire il futuro del lavoro ibrido, un modello che molti paesi, tra Europa e Stati Uniti, stanno osservando con attenzione. L'esempio di Melbourne, con la sua ambizione di diventare un modello globale, è un segnale forte.

La cifra parla da sé: il 73% delle aziende tedesche che ha sperimentato la settimana di quattro giorni non vuole tornare indietro. Un dato che mette in luce una tendenza inarrestabile, e che il Victoria sembra intenzionato a consolidare con una legge pionieristica.

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