Bemyvega: la tecnologia che apre le porte all'inclusione visiva
Un padre, un figlio con una vista limitata e una soluzione tecnologica rivoluzionaria: è la storia di Antonio Sánchez Káiser e BemyVega, un progetto che sta cambiando la vita di migliaia di persone. La startup, nata dalla necessità di permettere a sua figlia Vega di studiare e vivere come gli altri, ha sviluppato un sistema innovativo che rende accessibile il mondo visivo a chi ha difficoltà.

Un'innovazione che abbatte le barriere
Vega, a soli cinque anni, aveva una capacità visiva del 5%. La paura e il disorientamento erano quotidiani. Il padre, Antonio Sánchez Káiser, professore di meccanica dei fluidi alla Politécnica di Cartagena, decise che non poteva accettare che sua figlia fosse relegata a un'esistenza limitata. «La alternativa per mia figlia era non vedere nulla in classe e aggrapparsi alla lavagna, a pochi centimetri», racconta Sánchez Káiser. Così, nel 2020, nacque BemyVega.
Il sistema combina hardware, composto da diverse telecamere intelligenti, e software, utilizzabile su computer, tablet e smartphone. Permette agli utenti di ingrandire, modificare il contrasto, illuminare specifiche aree e scegliere tra diverse visualizzazioni (lavagna, insegnante, presentazioni, video). La tecnologia si adatta anche a persone con problemi di udito, dislessia e daltonismo. «Volevamo creare una soluzione per tutti», spiega il professore, sottolineando come la startup sia stata finanziata con 4-5 milioni di euro, tra investimenti privati e fondi pubblici.
Il modello di business di BemyVega si basa sulla vendita di un pacchetto hardware-software, con un'offerta aggiuntiva di un programma che trasforma contenuti digitali in formati accessibili. Il target principale sono gli enti pubblici con spazi culturali e centri di formazione, ma anche scuole e università. Un accordo con la Fundación ONCE ha permesso di implementare le soluzioni universitarie a costo zero.
Il successo di BemyVega è evidente: in soli due anni, l'azienda ha raggiunto un fatturato di 600.000 euro, servendo oltre 100 clienti, tra cui l'Anaya, la Cajamar, le università di Valencia, Murcia e Cartagena e il Comune di Barcellona. Nel novembre 2025, Grupo Inforges ha acquisito BemyVega, ma Sánchez Káiser rimane il leader del progetto. «La richiesta di soluzioni per l'accessibilità è in costante crescita», afferma.
Un esempio concreto dell'impatto di BemyVega è quello di uno studente della Politécnica di Cartagena con problemi di vista e mobilità ridotta. Grazie al sistema, può seguire le lezioni in tempo reale, scegliendo tra diverse prospettive e personalizzando l'esperienza visiva. «Essere diversi è uno stigma. Il desiderio unanime di chi ha una disabilità è sentirsi come tutti gli altri», sottolinea Sánchez Káiser. Il professore racconta di come, quando Vega era sola durante la ricreazione perché non vedeva i compagni, aveva chiesto agli altri genitori di far indossare ai figli una maglietta arancione fluorescente. L'iniziativa ebbe successo, e Vega poté finalmente interagire con i suoi coetanei.
BemyVega non è solo una tecnologia, ma un atto di coraggio e un investimento nel futuro. Dimostra che con la giusta combinazione di passione, competenza e determinazione, è possibile creare soluzioni che cambiano la vita e aprono le porte all'inclusione. E la cifra che parla da sola è questa: nel 2022, il fatturato è stato di 200.000 euro, un dato che testimonia la crescente consapevolezza dell'importanza di rendere il mondo accessibile a tutti.