Crianza garantizada: spagna verso 200 euro al mese per figlio
Madrid si prepara a un cambio epocale per le famiglie spagnole: un assegno universale di 200 euro al mese per ogni minore. Una misura che, se approvata, potrebbe riscrivere le carte sulla povertà infantile nel paese.

Un sostegno concreto per le famiglie
Il governo spagnolo punta a introdurre questa agevolazione, prevista per tutti i bambini e ragazzi fino ai 18 anni, entro il 2026. Un obiettivo ambizioso, che però si scontra con le resistenze del Ministero dell'Economia.
L'idea, da tempo promossa da Sumar, è ora al centro del tavolo del governo di coalizione. L'iniziativa, definita un «diritto» e non una semplice assistenza, potrebbe ridurre drasticamente la povertà infantile. Secondo uno studio di UNICEF, l'assegno potrebbe portare fuori dalla povertà oltre mezzo milione di bambini.
Ma il percorso è ostacolato. La ministra delle Finanze, María Jesús Montero, ha espresso prudenza, sottolineando la necessità di valutare l'efficacia delle misure esistenti prima di implementare un nuovo sistema. Un'opinione che contrasta con la posizione del ministro per i Diritti Sociali, Consumo e Agenda 2030, Pablo Bustinduy, che punta a un pagamento diretto, bypassando la dichiarazione dei redditi, spesso esclusiva per le famiglie più fragili.
Per finanziare questa ambiziosa iniziativa, Bustinduy ha proposto un'imposta del 2% sulle grandi fortune (patrimonio superiore a 100 milioni di euro), che potrebbe generare fino a 5.200 milioni di euro. Una cifra considerevole, ma che dovrà superare il vaglio del Parlamento e del Ministero dell'Economia.
Il tempo stringe, e il governo esplora anche la possibilità di approvare la misura con un decreto legge, facendo leva sull'urgenza sociale della questione. L'obiettivo è chiaro: contrastare la povertà infantile, una piaga che affligge la Spagna nonostante sia la quarta Economia dell'Unione Europea. Un dato allarmante: quasi un terzo dei minori vive al di sotto della soglia di povertà, un numero ben superiore alla media europea.
La strada è ancora lunga e irta di ostacoli, ma l'impegno del governo è totale. E la posta in gioco è la possibilità di costruire un futuro più equo per le nuove generazioni.