Renta 2026: l'algoritmo dell'agenzia delle entrate smaschera le incongruenze
La dichiarazione dei redditi 2026, che partirà ad aprile per il modello relativo al 2025, non è più una semplice procedura burocratica. Dietro la facciata della digitalizzazione si cela un sistema algoritmico sempre più sofisticato, capace di individuare discrepanze nei dati dichiarati. Non si tratta tanto di una caccia al contante, quanto di un'analisi comparativa tra le informazioni fornite e quelle provenienti da fonti esterne.

Un'analisi predittiva, non un controllo manuale
“L’immaginario popolare di ispettori che esaminano ogni caso singolarmente è errato”, rivela Emilio Baena, esperto dell’Agenzia delle Entrate con dieci anni di esperienza. Il sistema, infatti, opera come un sofisticato rilevatore di anomalie, confrontando i dati dichiarati con informazioni di terzi, movimenti bancari e dati storici. Se una somma non dichiarata compare in un estratto conto, o un'attività professionale non corrisponde a quella dichiarata, il sistema attiva una revisione.
Il focus non è tanto sul riconoscimento di frodi intenzionali, quanto sull'individuazione di incongruenze. Ad esempio, se un'azienda trattiene l'IRPEF sulla busta paga, ma il contribuente non la include nella dichiarazione, si attiva un avviso. Lo stesso vale per i redditi da capitale o per i rendimenti derivanti da affitti non dichiarati.
La cifra parla da sé: secondo le stime dell’Agenzia delle Entrate, l'85% delle dichiarazioni viene approvato senza modifiche, ma il 70% delle verifiche si concentra sulle incongruenze. Questo significa che anche un piccolo errore può innescare un controllo più approfondito.
Questo meccanismo colpisce soprattutto i lavoratori autonomi con fatturazioni irregolari, i contribuenti con redditi da capitale non dichiarati e i beneficiari dell'Ingresso Minimo Vital (IMV), obbligati a dichiarare anche se esenti fino a 12.600 euro. Un disallineamento tra dati bancari e dichiarazione può portare a richieste di integrazione o, nel peggiore dei casi, a sanzioni.
Baena sottolinea l'importanza di comprendere come “pensa” l'Agenzia delle Entrate.