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New glenn, un fallimento coccolato: blue origin sbaglia l'orbita e il futuro è incerto

Un’amara delusione per Blue Origin: il terzo volo del razzo New Glenn ha finito per trasformarsi in un incubo orbitale, con il satellite AST SpaceMobile destinato a una posizione errata e, di fatto, perso.

Un trionfo parziale, una sconfitta cruciale

Un trionfo parziale, una sconfitta cruciale

Il progetto, ambizioso e costoso, mirava a superare il Falcon 9 di SpaceX, dimostrando la capacità di un razzo riutilizzabile di raggiungere altezze considerevoli e di effettuare un atterraggio automatico. La prima fase del lancio e l'atterraggio della capsula di atterraggio sono stati un successo, un'operazione di precisione che ha visto la piattaforma di atterraggio Jacklyn accogliere il veicolo con una spettacolare traiettoria di decollo. Un’impresa tecnica notevole, indiscutibilmente.

Ma l’obiettivo primario – la collocazione del satellite BlueBird 7 in orbita a 460 chilometri – è andato completamente fuori controllo. Il New Glenn ha raggiunto solo i 195 chilometri, un’anomalia che solleva interrogativi inquietanti. La NASA ha stimato un errore di oltre 265 chilometri, un divario che rende inutilizzabile il satellite e mette a rischio l’intera rete di costellazione che Blue Origin stava costruendo.

Jeff Bezos, fondatore di Amazon e figura chiave del progetto, ha rilasciato una nota ufficiale, usando un linguaggio diplomatico per ammettere l’errore: “collocazione in un’orbita non nominale”. Un modo per minimizzare la gravità della situazione, ma che non nasconde la verità: la missione è fallita.

Il problema più grande per Blue Origin non è solo l'errore orbitale, ma la perdita di un asset strategico. Il BlueBird 7, destinato a far parte della rete di 60 satelliti AST SpaceMobile, rappresentava un investimento significativo e la sua perdita potrebbe ritardare i piani di connessione 5G satellitare. La FAA indagherà a fondo, con un impatto potenziale su futuri lanci. Un danno reputazionale pesante, soprattutto considerando le recenti difficoltà e i ritardi nel programma.

Elon Musk, tramite un tweet, ha offerto un raro complimento a Bezos, un gesto che, data la competizione tra le due aziende, potrebbe nascondere una strategia ben precisa. Blue Origin dovrà ora affrontare una sfida ancora più complessa: ricostruire la fiducia, essenziale in un settore dove la sicurezza e l'affidabilità sono priorità assolute. La prossima serie di lanci, prevista per il mese prossimo con i satelliti Leo di Amazon, sarà un banco di prova cruciale. Qualsiasi ulteriore fallimento potrebbe segnare la fine di un’ambiziosa visione.