6G in arrivo: l'europa punta al futuro, il 5g non è ancora finito
Le reti 2G e 3G sono ormai storia. Le operadoras spagnole, come Movistar e Vodafone, hanno definitivamente abbandonato questi standard, mentre il 4G è destinato a scomparire. Ma l'attenzione si sposta già sul futuro: l'Europa guarda al 6G, una Tecnologia che promette di rivoluzionare la connettività.

6G: la prossima rivoluzione in arrivo entro il 2030
Il 5G, pur essendo un ecosistema ormai consolidato dopo quasi sette anni di diffusione, non è ancora il limite ultimo. La Tecnologia 5.5G (5G Advanced) rappresenta un'evoluzione intermedia, ma il vero obiettivo è il 6G, che si prospetta operativo entro il 2030, se i tempi previsti dalla Commissione Europea verranno rispettati. L'industria tecnologica, guidata da colossi come Qualcomm e MediaTek, sta già definendo le specifiche tecniche all'interno del consorzio 3GPP.
La banda principale del 6G sarà quella dei 6 GHz, attualmente utilizzata in parte dagli Stati Uniti per i canali WiFi. L'Europa intende sfruttare questo spettro, con un potenziale di 540 MHz, ampliabile fino a 665 MHz. Il Radio Spectrum Policy Group (RSPG), consulente della Commissione Europea, ha aperto una consultazione pubblica per definire l'utilizzo di queste frequenze, con un'attenzione particolare all'ottimizzazione per le aree urbane e suburbane, riutilizzando le infrastrutture esistenti.
Un aspetto interessante è la possibilità di utilizzare bande di frequenza diverse a seconda della zona, con un'ottimizzazione per i contesti interni che prevede l'impiego di frequenze a bassa frequenza tra 470 e 694 MHz, attualmente occupate dalla TDT terrestre. Questo approccio riduce la necessità di nuove installazioni, un fattore chiave per una rapida diffusione.
MediaTek, oltre a puntare sul 6G, sta investendo in intelligenzaartificiale (IA) e WiFi 8, mirando a creare una