Amazon sfida walmart: il colosso dell'e-commerce punta sulle nuove super-botteghe robotiche
Amazon si lancia in un nuovo, ambizioso scontro con Walmart, costruendo una rete di punti vendita di grandi dimensioni, alimentati da robot e con magazzini automatizzati. Un'operazione che potrebbe riscrivere le regole del retail fisico e che solleva interrogativi sul futuro della consegna e della competizione nel settore.
Progetto kobe: l'innovazione di amazon nel retail
Il progetto, internamente denominato Kobe, prevede negozi che combinano la vendita di generi alimentari e prodotti vari, integrare un centro di distribuzione automatizzato e sfruttare l'intelligenza artificiale per personalizzare l'offerta. Si tratta di una mossa audace, volta a recuperare terreno rispetto al gigante tradizionale e a colmare un divario significativo nella quota di mercato dei generi alimentari negli Stati Uniti.
Le prime sedi, locate a Orland Park (Illinois), Cherry Hill ed Edison (New Jersey), sono in fase di avanzamento. Le dimensioni delle nuove strutture, intorno ai 20.000 metri quadrati, ricordano i supercentri di Walmart, ma la differenza risiede nell'approccio operativo. L'automazione è al centro del modello, con un sistema di stoccaggio robotizzato AutoStore che ottimizza lo spazio e facilita la movimentazione dei prodotti.
Ma l'innovazione non è priva di costi. Le stime interne indicano che la gestione di un singolo articolo in questi negozi potrebbe costare fino al 12% in più rispetto ai sistemi di consegna già in uso da Amazon. I generi alimentari, in particolare, rappresentano una sfida: i costi di preparazione e movimentazione dei prodotti freschi aumentano significativamente i prezzi finali.
Il sistema di intelligenza artificiale, alimentato da algoritmi proprietari e un assistente virtuale chiamato Frida, è progettato per ottimizzare la selezione dei prodotti in base alla domanda e alla disponibilità di spazio. L'obiettivo è ridurre la pianificazione manuale e automatizzare il processo decisionale, passando da un approccio curato e gestito da personale a uno completamente basato su modelli.
Nonostante le ambizioni, il progetto Kobe è ancora in fase di sviluppo. La prima apertura è prevista per la fine del 2027, ma la strada verso un'implementazione su larga scala è ancora lunga. E, nonostante l'automazione, una parte significativa del lavoro rimane manuale, soprattutto per i prodotti voluminosi o specifici.
L'acquisizione di Whole Foods nel 2017 non ha garantito un'espansione significativa nel mercato dei generi alimentari americani. Amazon detiene attualmente solo il 3% del mercato, contro il 21% di Walmart. La sfida è quindi duplice: competere con i player consolidati e gestire i costi elevati legati all'automazione. Il successo di Kobe dipenderà dalla capacità di Amazon di bilanciare innovazione e redditività.
Il sistema AutoStore, scelto per la sua densità di stoccaggio, è solo una parte di un piano più ampio, che include lo sviluppo di un sistema interno, Orbital, per la gestione di prodotti refrigerati e congelati. Si tratta di un investimento significativo, che testimonia la volontà di Amazon di rivoluzionare il retail fisico, anche a costo di affrontare sfide complesse e costi elevati. Un'impresa che, se avverrà, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui acquistiamo beni di consumo.