Apple rinuncia alla sua visione: l'ai di terze parti farà da padrona sull'iphone
Apple ha ammettuto, forse sottovoce, di non poter vincere la corsa all'intelligenza artificiale da sola. L'azienda sembra aver scelto una strategia sorprendente: permettere ad altri sviluppatori di alimentare gli assistenti virtuali, concentrandosi su ciò che sa fare meglio: l'hardware e il suo ecosistema.
Bloomberg, attraverso il suo analista Mark Gurman, ha svelato un cambio di rotta radicale per l'AI di Apple. Il progetto, che dovrebbe essere presentato a WWDC l'8 giugno, prevede due pilastri principali: l'introduzione di un sistema di "Estensioni" in iOS 27, che permetterà agli utenti di installare chatbot come ChatGPT, Gemini o Claude direttamente all'interno di Siri. E, naturalmente, l'arrivo di Gemini di Google per riprogettare Siri stessa, in modo che l'assistente predefinito sia sufficientemente performante da non richiedere subito una sostituzione.
Invece di competere con OpenAI o Google, Apple sta posizionando l'iPhone come la piattaforma ideale per l'AI che l'utente preferisce. E, sì, l'azienda continuerà a trattenere il suo tradizionale 30% sulle sottoscrizioni agli AI servizi acquistati tramite l'App Store.

Un cambiamento di strategia che va oltre un semplice aggiornamento di siri
È chiaro: Apple ha riconosciuto che la sua AI interna non raggiungerà presto i livelli dei concorrenti. Una svolta sorprendente per una compagnia che tradizionalmente ha cercato di controllare ogni aspetto dell'esperienza utente. La metafora dell'App Store applicata all'AI è illuminante: Apple ha sempre permesso l'esistenza di alternative (Gmail, Google Maps, ecc.) mantenendo comunque un vantaggio economico.
L'AI, però, è un elemento che potrebbe trasformarsi nel prossimo sistema operativo. Aprire le porte alla concorrenza in questo campo rappresenta, quindi, una mossa molto più significativa della semplice scelta di un'app di posta elettronica.
Già lo scorso anno, Apple aveva riorganizzato il suo team AI, segno di una frenesia interna che non stava dando i risultati sperati. Con WWDC alle porte, si intravede il frutto di questo reset.
Ammettiamolo: Apple ha perso il treno dell'AI. Le continue mancate scadenze di Siri, le funzionalità Apple Intelligence poco convincenti e le frustrazioni interne testimoniano un tentativo fallito di sviluppare un'AI proprietaria all'altezza. Ma riconoscere una sconfitta e cambiare rotta, invece di continuare a investire in un progetto destinato al fallimento, è una dimostrazione di intelligenza.
La strategia di lasciare che le migliori aziende di AI competano sull'iPhone, incassando una percentuale su ogni transazione, potrebbe rivelarsi, a lungo termine, una mossa vincente. La vera sfida sarà vedere se gli utenti sperimenteranno un'esperienza AI realmente eccellente, o se si troveranno semplicemente a interagire con un intermediario tra loro e le applicazioni che effettivamente elaborano i dati.
Il futuro dell'AI mobile non è più un progetto segreto da sviluppare in casa. È un ecosistema aperto, dove la competizione è la chiave del progresso.