Broadcom in bassa: l'ia frena i guadagni. nvidia sorvola.
Le azioni del produttore di chip Broadcom hanno subito un crollo del 23% dalla vetta di dicembre, un andamento nettamente inferiore rispetto all'indice S&P 500. La contrazione riflette una più ampia tendenza degli investitori a disinvestire dalle big tech, temendo la sostenibilità degli ingenti investimenti – stimati in centinaia di miliardi di dollari – nell'intelligenzaartificiale.

Broadcom: la promessa dell'ia non si avvera
Broadcom, settima azienda più preziosa del S&P 500 con una capitalizzazione di 1,5 trilioni di dollari, è un fornitore chiave di chip per l'IA per aziende come Alphabet e altri giganti del settore. La società aveva previsto un aumento del 27% del fatturato e del 29% dei ricavi, arrivando a circa 19,3 miliardi di dollari, con un incremento del 200% delle vendite legate all'IA, pari a 8,2 miliardi. Molti analisti si aspettavano una previsione ottimistica.
“Broadcom ha molto da dire, ma forse non importerà”, ha commentato Paul Meeks, analista di Freedom Capital Markets, come riporta Bloomberg. Il caso dei risultati di Nvidia getta luce sulle aspettative di Broadcom. Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha presentato i risultati con la sua solita giacca di pelle.
Nvidia aveva superato le aspettative di Wall Street e rivisto al rialzo le prospettive future, grazie alla forte domanda dei suoi prodotti e agli ingenti investimenti in capitale. Le azioni, però, hanno subito un calo del 9,4% nelle due sessioni successive, il peggiore in due giorni dal suo picco di aprile. Broadcom aveva già sofferto un forte ribasso dopo il report di dicembre, con una perdita superiore all'11%, la più grande degli ultimi quasi un anno.
Il problema risiedeva in un backlog di ordini di prodotti per l'IA per 73 miliardi di dollari nei prossimi sei trimestri, risultato inferiore alle attese. Gli investitori attendono con ansia novità sui chip TPU (Tensor Processing Unit) che Broadcom produce per Google, con ordini previsti in crescita nella seconda metà dell'anno. Un accordo con OpenAI dovrebbe poi portare a una collaborazione fino al 2027.
“Sarà fondamentale che dimostrino la loro reale competenza nella progettazione di questi chip personalizzati di grandi dimensioni”, ha dichiarato Shaon Baqui, analista senior di Janus Henderson, che detiene azioni Broadcom, sempre secondo Bloomberg. “Hanno una comprovata esperienza con Google, con sette generazioni di TPU. Questa capacità di esecuzione, generazione dopo generazione, è fondamentale, soprattutto se si compete con Nvidia”.
Il futuro di Broadcom dipende dalla capacità di trasformare le promesse dell'IA in risultati concreti. La competizione è feroce e il mercato, volatile. La cifra parla da sé: la fiducia degli investitori è scemata, e la ripresa non è garantita.
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