Crisi energetica: birol allerta,
La crisi energetica, alimentata dal conflitto in Medio Oriente, ha raggiunto livelli di gravità senza precedenti. Fatih Birol, direttore dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (AIE), ha lanciato un allarme, paragonando l'attuale perdita di 11 milioni di barili al giorno alle crisi petrolifere del 1973 e 1979, quando si registravano circa 5 milioni di barili al giorno. Un dato che evidenzia l'entità della situazione.
Ormuz bloccato: il mondo sull'orlo del collasso
L'offensiva di Stati Uniti e Israele contro l'Iran, seguita dalle contromisure di Teheran, ha colpito duramente le infrastrutture energetiche della regione, in nove paesi. Il Golfo Persico, e in particolare lo stretto di Ormuz, via di transito per circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto (GNL) mondiale, è ora bloccato. Questo irrigidimento della supply chain spinge i prezzi del petrolio, del gas e del carburante per gli aerei a livelli record, con ripercussioni su settori chiave come l'alimentare, la manifattura, la sanità e la Tecnologia.
Il prezzo del barril di Brent, riferimento europeo, ha registrato un aumento del 2% a 109 dollari, ben al di sopra dei 72 dollari registrati prima dell'escalation del conflitto. La cifra parla da sola.

Un appello alla collaborazione globale
Birol ha ribadito che nessun paese sarà immune agli effetti devastanti della crisi se la situazione dovesse continuare sulla stessa linea. Ha invocato un