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Enlace mobile: windows 11 inonda la ram, utenti in fibrillazione

Un’ondata di segnalazioni da parte degli utenti di Windows 11 sta mettendo in allarme: l’applicazione Enlace Mobile, progettata per la connettività tra dispositivi, sembra soffocare il sistema, spingendo la memoria RAM ai massimi livelli.

Un consumo insostenibile, casi biblico

I primi segnali di pericolo risalgono a circa due anni fa, ma ora la situazione è diventata critica. Si parla di picchi di consumo che superano i 30GB durante sessioni di gioco, un comportamento assolutamente anomalo per un servizio di connessione.

Molti utenti, come evidenziato da forum specializzati e piattaforme come Microsoft Q&A, si ritrovano con l’utilizzo totale della memoria del sistema al 90% o più, costretti a chiudere manualmente il processo Cross Device Service dall’Amministratore di Task per ripristinare la stabilità del sistema.

Cross device service: il colpevole di punta

Cross device service: il colpevole di punta

Questo servizio, responsabile della sincronizzazione delle notifiche, dello scambio di dati tramite il portapapella e della continuità delle applicazioni tra i dispositivi, si sta rivelando un vero e proprio mostro da domare. Come segnalato da diversi utenti, il processo continua a allocare memoria senza rilasciarla correttamente, manifestando i sintomi di una classica ‘memory leak’.

Microsoft tace, gli utenti provano disperatamente

Microsoft tace, gli utenti provano disperatamente

Nonostante le lamentele persistenti, Microsoft non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale e il problema non è stato ancora inserito nella lista degli errori noti di Windows 11. Al momento, gli utenti sono invitati ad aggiornare il sistema operativo e l’applicazione Enlace Mobile, ma anche a disabilitare l’avvio automatico dei servizi correlati o a forzare la chiusura del processo Cross Device Service quando il problema si manifesta.

La situazione è preoccupante: un consumo eccessivo di RAM non è solo fastidioso, ma può compromettere seriamente le prestazioni del computer, rendendo l’esperienza utente frustrante e quasi inutilizzabile. È un campanello d’allarme che non può essere ignorato.