Guerra iran-stati uniti: l'acqua e l'energia dei data center a rischio
Il conflitto tra Iran e Stati Uniti, entrato nella sua seconda settimana, non minaccia solo la stabilità economica globale, ma mette a repentaglio una risorsa vitale: l'acqua. La siccità che affligge Teheran, già in allerta da novembre per la mancanza di acqua potabile, potrebbe trasformarsi in una vera e propria emergenza umanitaria, con conseguenze a cascata sui data center che alimentano servizi essenziali e intelligenza artificiale.
Teheran sull'orlo dello zero idrico mentre il medio oriente investe nel cloud
La situazione è critica: i bacini idrici di Teheran, che riforniscono circa 9 milioni di persone, si stanno prosciugando. Se non piovesse presto, il regime di razionamento potrebbe evolvere in un'evacuazione di massa, come avvertì il presidente Masoud Pezeshkian, secondo quanto riporta Bloomberg.
Ma la crisi idrica non riguarda solo la carenza di piogge. Il Medio Oriente, affamato di crescita economica e digitalizzazione, punta sempre più sulla desalinizzazione per garantire l'approvvigionamento idrico. Paesi come Kuwait, Oman, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti dipendono in larga misura da queste impianti, che alimentano non solo il consumo domestico, ma anche lo sviluppo di centri dati, piattaforme di intelligenza artificiale e servizi cloud.
Questi data center, veri e propri motori dell'economia digitale, sono asset estremamente vulnerabili. Le centrali di desalinizzazione, spesso collocate nelle vicinanze delle centrali elettriche, rappresentano un bersaglio strategico. Un attacco prolungato potrebbe paralizzare l'infrastruttura tecnologica della regione, con ripercussioni ben oltre il settore tech.
Le grandi aziende tecnologiche, come Microsoft, Amazon Web Services, Google Cloud e Oracle, stanno riversando ingenti capitali nel Medio Oriente, attratte dalle prospettive di crescita nel settore cloud, dell'intelligenza artificiale e dei semiconduttori. Gli investimenti previsti superano i 30 miliardi di dollari tra il 2023 e il 2031, alimentando la costruzione di nuovi data center.
Il problema è che i data center hanno un appetito vorace: consumano tra il 1,5% e il 2% dell'elettricità a livello globale, con una stima di raddoppio della domanda entro il 2030. E l'acqua? Un singolo data center può richiedere fino a 19 milioni di litri al giorno, l'equivalente del consumo di una città di 50.000 abitanti. L'Iran, con il 42% della capacità mondiale di desalinizzazione, è particolarmente esposto. Secondo l'analista Liz Saccoccia dell'International Water Resources Institute, oltre quattro quinti della popolazione iraniana affrontano un livello di stress idrico estremamente alto.
La guerra, quindi, non è solo una questione geopolitica o economica. La sua prolungata durata potrebbe innescare una crisi umanitaria di proporzioni inimmaginabili, mettendo a rischio non solo la stabilità tecnologica della regione, ma anche la sopravvivenza di milioni di persone.
La chiave di volta non è solo la disponibilità di energia, ma quella di acqua potabile. E questa, nel Medio Oriente, sta diventando una risorsa sempre più rara.