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Intelligenza artificiale: meno lavoro, più stress? lo studio shock che ribalta le previsioni

Bill Gates e Sam Altman avevano disegnato un futuro di orari ridotti grazie all'IA. Ora, la realtà sembra ben diversa: un'analisi su 164.000 lavoratori rivela un aumento del carico di lavoro e una pressione crescente.

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L'ia non libera, ma sovraccarica

Era la promessa: automatizzare, liberare tempo, migliorare la qualità della vita. Ma i dati di ActivTrak raccontano una storia inquietante. L'IA, lungi dal ridurre l'orario di lavoro, lo sta allungando, generando un fenomeno che in USA viene definito “workload creep” – ovvero, l'aumento graduale del carico di lavoro.

Come? Semplice. L'automazione di alcune mansioni non si traduce in relax, ma in nuove responsabilità. I dipendenti, una volta liberati da compiti ripetitivi, vengono impegnati in altre attività, spesso più complesse e urgenti. Il risultato? Un aumento significativo del tempo dedicato al lavoro.

I numeri parlano chiaro: l'utilizzo di email e chat di lavoro è raddoppiato. I software aziendali hanno visto un incremento del 94%. Ma le conseguenze non si limitano alla semplice quantità di lavoro. I ricercatori evidenziano un aumento dello stress e della fatica mentale.

Lo studio, che ha monitorato le abitudini di lavoro di oltre 164.000 persone prima e dopo l'introduzione dell'IA, ha sorpreso persino gli esperti. I manager, infatti, si aspettavano un aumento della produttività, ma i risultati mostrano un quadro ben diverso. Il tempo risparmiato dall'IA non viene reinvestito nel riposo, ma utilizzato per svolgere più compiti.

“Si ottimizza il tempo, certo, ma non si ottiene più tempo libero”, spiega uno dei lead dello studio. La cifra parla da sé: il carico di lavoro è aumentato, e con esso anche la pressione sui dipendenti.

Quindi, l'IA è davvero la panacea che molti avevano predetto? O si tratta di un cambiamento che, pur portando con sé vantaggi in termini di efficienza, nasconde un prezzo da pagare in termini di benessere e salute mentale? La risposta, per ora, rimane aperta. Ma una cosa è certa: il futuro del lavoro, con l'intelligenza artificiale, è più complesso e ambiguo di quanto immaginassimo.

La cifra rivelatrice è questa: il 94% di incremento nell'utilizzo dei software aziendali, simbolo di una produttività in costante aumento, ma che si traduce in un peso sempre maggiore sulle spalle dei lavoratori.

Il dato è allarmante, e suggerisce che la rivoluzione dell'IA potrebbe non essere così democratica come si vociferava.

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