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La nasa punta alla luna: una base permanente per marte. l'obiettivo è 2030.

La NASA ha annunciato un ambizioso piano per costruire una base lunare permanente, un passo chiave verso l'esplorazione di Marte. L'iniziativa, volta a stabilire una presenza umana duratura sulla Luna, prevede una revisione strategica del programma Artemis, con un focus sull'infrastruttura necessaria per operazioni sostenute.

Il programma artemis si concentra sulla sostenibilità lunare

Jared Isaacman, amministratore della NASA, ha chiarito che il progetto Gateway, nella sua configurazione attuale, sarà temporaneamente sospeso. L'attenzione si sposterà verso lo sviluppo di un'infrastruttura in grado di supportare missioni frequenti e a costi contenuti. L'obiettivo è di realizzare atterraggi lunari ogni sei mesi, con la possibilità di incrementare la frequenza in futuro.

Nonostante le difficoltà legate alla Tecnologia esistente, la NASA intende riutilizzare i sistemi già sviluppati e sfruttare i contributi dei partner internazionali. Nei prossimi giorni, saranno pubblicate richieste di informazioni (RFI) e bozze di proposte (RFP) per accelerare il raggiungimento degli obiettivi nazionali.

Tre fasi per la presenza umana

Tre fasi per la presenza umana

Il piano della NASA si articola in tre fasi distinte. La prima, incentrata sulla costruzione, il test e l'apprendimento, prevede un approccio modulare e ripetibile, grazie ai programmi CLPS (Commercial Lunar Payload Services) e LTV (Lunar Terrain Vehicle). Attraverso queste missioni, l'agenzia aumenterà il ritmo dell'attività lunare, inviando veicoli esploratori, strumenti e tecnologie per la mobilità, la generazione di energia (compresi i generatori termoelettrici a radioisotopi) e le comunicazioni.

La seconda fase vedrà la creazione dell'infrastruttura iniziale, con l'esperienza acquisita nelle prime missioni. Questa fase si basa su una logistica regolare e sull'integrazione di contributi internazionali, tra cui il rover pressurizzato giapponese della JAXA. L'obiettivo è creare un ambiente semi-abitabile per le operazioni degli astronauti.

La fase conclusiva mira a facilitare una presenza umana a lungo termine. Con l'entrata in funzione dei sistemi di atterraggio equipaggiati con capacità di carico, la NASA fornirà l'infrastruttura pesante necessaria per una base lunare permanente. Si prevede il coinvolgimento di Habitat Multipropósito (MPH) dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) e del Canadian Space Agency (CSA) con il Vehicle Utility Lunar.

Questi sviluppi non sono solo un passo avanti nell'esplorazione spaziale, ma rappresentano un investimento significativo nel futuro della Tecnologia e della cooperazione internazionale. La competizione per la conquista della Luna si fa sempre più intensa, e la NASA sembra determinata a guidare questa nuova era dell'esplorazione.

La sfida è ardua, ma la prospettiva di una presenza umana duratura sulla Luna apre scenari inimmaginabili, non solo scientifici, ma anche economici e strategici. Il prossimo decennio sarà decisivo.

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