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Lazer potente: droni in pattuglia, la risposta di europa

Il 2025 segna una svolta. Le tecnologie laser ad alta potenza, da tempo in fase sperimentale, si affermano come strumento pratico per neutralizzare le minacce aeree emergenti, in particolare gli enjambles di droni. Una notizia che rimbalza con forza in Europa, dove la sicurezza aerea è diventata una priorità assoluta.

Apollo: il laser che abbatte venti droni al minuto

Apollo: il laser che abbatte venti droni al minuto

Il sistema, battezzato “Apollo” e sviluppato dall'australiana Electro Optic Systems, promette di cambiare le carte in tavola. Con una potenza di 100 kilovattio, Apollo può abbattere fino a 20 droni al minuto, a un costo operativo di soli 10 centesimi per colpo. Un'enorme differenza rispetto ai missili tradizionali, che costano milioni per unità e risultano insufficienti contro le orde di droni a basso costo.

Gli attacchi recenti in Europa orientale, in particolare quelli subiti dall'Ucraina, hanno evidenziato la vulnerabilità delle difese convenzionali di fronte a questi velivoli, spesso costruiti con materiali semplici come polistirene e compensato. Rusia ha lanciato oltre 800 droni durante coordinati attacchi, penetrando persino lo spazio aereo di nazioni NATO come la Polonia.

La guerra in Ucraina e a Gaza hanno accelerato la commercializzazione di sistemi di difesa a energia diretta. “Non si può più continuare a investire anni in prove e dimostrazioni”, ha dichiarato Andreas Schwer, amministratore delegato di Electro Optic Systems. “L'industria deve offrire soluzioni pronte per il campo di battaglia”. Il sistema Apollo, un pacchetto completo che include addestramento, manutenzione e componenti associati, ha un costo complessivo di circa 83 milioni di dollari. La prima consegna è prevista per il 2028.

Nonostante i progressi, i laser presentano ancora delle limitazioni. Le condizioni meteorologiche avverse e un raggio d'azione limitato (1,6-4,8 chilometri) ne riducono l'efficacia contro bersagli di grandi dimensioni come missili balistici o aerei convenzionali. Pertanto, questi sistemi devono essere integrati con altre strategie di difesa aerea, senza sostituirle completamente.

L'interesse globale per questa Tecnologia è enorme. Il Pentagono investe circa 1 miliardo di dollari all'annonella ricerca e sviluppo di armi a energia diretta. L'Israele sta già implementando il proprio sistema laser, l'Iron Beam, previsto in servizio nel 2025. “Questa rivoluzione tecnologica trasformerà il modo in cui si combatte la guerra nelle prossime decadi”, ha affermato Yuval Steinitz, presidente di Rafael.

La cifra parla da sé: un laser capace di neutralizzare venti droni al minuto a un costo irrisorio. Un cambiamento di paradigma che sta riscrivendo le regole del gioco, e che l'Europa non può ignorare. La corsa agli armamenti laser è iniziata, e la posta in gioco è la sicurezza del continente.