Le azioni dei dipendenti, un costo nascosto per le tech
Le aziende del settore tecnologico hanno a lungo pagato i loro dipendenti con azioni, un modello che sembrava inarrestabile grazie al boom bursatile. Tuttavia, la recente volatilità dei mercati, alimentata dall'incertezza sull'intelligenzaartificiale, ha messo in luce il vero costo di questa pratica e ha acceso le allarmi tra gli investitori.

La compensazione in azioni, un'abitudine problematica
Per gli impiegati, questo trattamento era un grande incentivo; se la società aveva successo e l'azione saliva, il loro patrimonio si moltiplicava. Ma il quadro si è drasticamente sbilanciato.
Le aziende più colpite sono quelle del software, che sono tra quelle che più utilizzano la compensazione in azioni. Case come Salesforce e Workday hanno optato per schemi meno costosi per pagare i dipendenti e hanno destinato quel denaro ai loro affari negli ultimi esercizi.
Ad esempio, l'anno scorso Salesforce ha speso 3,5 miliardi di dollari in compensazione in azioni. Sebbene l'azienda abbia rapportato utili azionari ajustati per azione da 12,52 dollari, escludendo questi costi e altri, le sue utili reali per azione sarebbero state di 7,80 dollari.
Secondo Bloomberg, Jackson Ader, analista di software di KeyBanc Capital Markets, riconosce che in tempi di bonanza, questa pratica 'si colloca tra una nota a piè di pagina e il completo oblio'. Ma in tempi di crisi, si percepisce come una cattiva pratica aziendale e a volte gli investitori accusano la dirigenza di cercare di nascondere i costi sottostanti.