Morgan stanley e altri giganti del credito privato frenano i rimborsi. il mercato reagisce.
Il settore bancario statunitense è scosso da una nuova ondata di preoccupazioni. Le azioni di Morgan Stanley hanno subito un crollo del 5% dopo che la società ha limitato i prelievi da uno dei suoi fondi di credito privato, un segnale inquietante che si diffonde tra i colossi della finanza.

Il credit crunch si allarga: i fondi privati in difficoltà
La mossa di Morgan Stanley non è un caso isolato. Anche Apollo Global Management, KKR & Co Inc. e Ares Management Corp. hanno registrato cali di almeno il 3%. Questo declino ha spinto l'indice bancario KBW a una sesta settimana consecutiva di perdite, confermando un crescente malessere nel settore.
La scintilla è stata scatenata dalla massiccia richiesta di rimborso da parte degli investitori nei fondi di credito privato, strumenti finanziari che, paradossalmente, sembrano ora rivelare fragilità. Il fondo North Haven Private Income di Morgan Stanley, con circa 8 miliardi di dollari in attivo, ha restituito solo il 5% delle richieste, ben al di sotto della metà, dopo aver fissato un limite di rimborso del 5% delle quote.
“La connettività tra banche e società di credito privato sta amplificando il pessimismo”, spiega Herman Chan, analista di Bloomberg Intelligence. “Il mercato sta vendendo prima e chiedendo poi”.
La situazione è resa ancora più complessa dalle preoccupazioni per la qualità dei prestiti, in particolare quelli concessi alle aziende software, sempre più vulnerabili all'avvento dell'intelligenza artificiale. BlackRock Inc. aveva già preso misure simili la settimana precedente, prefigurando una tendenza diffusa tra i gestori di asset alternativi.
Non solo. Blue Owl Capital Inc. ha recentemente ammesso che la vendita di 1.400 milioni di dollari di prestiti dai suoi fondi non era supportata da garanzie concrete, un'ammissione che ha pesato sulle azioni della società, che hanno perso quasi il 5%.
Le timori riguardanti l'intelligenza artificiale, la competizione che essa genera e i potenziali rischi nel credito privato stanno frenando le azioni di prestatori, fornitori di pagamenti e gestori di asset. Il rialzo del prezzo del petrolio, che ha riacceso i timori per una riduzione dell'offerta dovuta alla guerra in Iran, non fa che aggravare il quadro.
La cifra parla da sé: i fondi di credito privato, fino a poco tempo fa considerati un investimento sicuro, si trovano ora ad affrontare una crisi di liquidità che potrebbe avere ripercussioni significative sull'intero sistema finanziario. La lezione è chiara: la Tecnologia, veloce e imprevedibile, sta rimodellando il panorama finanziario, e le vecchie certezze stanno svanendo.