tecnologia

Ormuz al filo: iran minaccia il commercio globale, la stabilità in bilico

Teheran ha ribadito che il controllo dello Stretto di Ormuz è una condizione imprescindibile, minacciando di aprire nuovi fronti nella guerra se Stati Uniti e Israele non cessano i loro attacchi. L'interruzione del traffico marittimo attraverso questo snodo strategico è quasi totale da quando sono iniziati i raid, innescando una crisi energetica senza precedenti.

n
n

Il nodo strategico dello stretto di ormuz

n

L'avvertimento arriva in un momento di crescente tensione geopolitica, con l'Agenzia Internazionale dell'Energia che ha segnalato un'interruzione delle forniture petrolifere senza precedenti nella storia del mercato. Il traffico di petrolio e gas naturale liquefatto (GNL) che transita attraverso lo stretto è vitale per l'economia globale.

n

Lo Stretto di Ormuz, lungo circa 161 chilometri e largo fino a 34 chilometri nel punto più stretto, collega il Golfo Persico all'Oceano Indiano. La sua importanza è amplificata dalla sua posizione: Iran a nord, Emirati Arabi Uniti e Oman a sud. La maggior parte dei paesi produttori del Golfo Persico non dispone di alternative praticabili per esportare il loro petrolio.

n

Nel 2025, circa 16,7 milioni di barili di petrolio e condensato al giorno hanno attraversato lo stretto. Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Iran dipendono da questa via per le loro esportazioni, principalmente destinate all'Asia. Anche il GNL, soprattutto quello proveniente dal Qatar, utilizza questo canale, con circa un quinto della fornitura mondiale che lo attraversa annualmente.

n

Le vulnerabilità dello stretto

Le vulnerabilità dello stretto

n

La geografia del punto più stretto – solo 3 chilometri di larghezza in entrambe le direzioni – lo rende particolarmente vulnerabile. La scarsa profondità aumenta il rischio di collisioni con mine marine, mentre la vicinanza al territorio iraniano espone le navi ad attacchi missilistici costieri o a intercettazioni da parte di pattuglie.

n

Il trattato delle Nazioni Unite sul diritto del mare prevede il diritto di transitabilità per le navi straniere, ma l'Iran non lo ha ancora ratificato. Pur avendo ribadito la capacità di chiudere lo stretto in passato, mai ha concretizzato la minaccia, temendo una risposta militare da parte delle marine occidentali, in particolare quella americana.

n

Tuttavia, l'Iran ha diverse opzioni per arrecare disagi: incursioni con piccole imbarcazioni rapide, attacchi mirati a petroliere con missili e droni, o la deposizione di mine. Quest'ultima opzione, sebbene rischiosa per le proprie navi, potrebbe essere perseguita per creare un clima di incertezza.

n

La risposta internazionale e le alternative

La risposta internazionale e le alternative

n

Durante la guerra tra Iran e Iraq (1980-1988), gli attacchi alle infrastrutture petrolifere e alle navi mercantili nel Golfo Persico portarono alla cosiddetta