SpaceX punta a una rete terrestre ibrida sfruttando Starlink
SpaceX ha ribadito durante la sua conference call relativa agli utili del secondo trimestre del 2026 di voler costruire la propria rete terrestre. Invece di seguire un percorso tradizionale e ad alta intensità di capitale, l'azienda intende sfruttare gli attuali piatti internet Starlink e lo spettro acquisito da EchoStar per competere con AT&T, T-Mobile e Verizon.
Una rete senza torri tradizionali
Le reti mobili standard funzionano trasmettendo segnali dalle torri cellulari. SpaceX detiene attualmente solo 65 MHz di spettro, mentre ciascuno dei tre principali operatori vanta circa 300 MHz. L'azienda non vuole costruire torri, poiché sono troppo costose e lente da implementare.
Invece, SpaceX vuole costruire una rete ibrida. Oltre ad alcune infrastrutture terrestri di base e ai satelliti, il piano è quello di montare femtocelle (piccole stazioni base cellulari) sui piatti Starlink ampliando al contempo il proprio portafoglio di spettro. I piatti Starlink richiedono una visuale libera del cielo per connettersi ai satelliti e fornire una connessione internet. SpaceX vuole integrare apparecchiature radio cellulari in essi che possano operare sulle bande di spettro mobile. Questo trasformerebbe i piatti in micro torri cellulari, irradiando segnali cellulari nelle aree circostanti.

Quale percorso dovrebbe seguire SpaceX?
L'azienda si sta preparando a lanciare i suoi satelliti di nuova generazione V2 il prossimo anno. Il sistema ha attualmente circa 650 satelliti e utilizza 5 MHz di spettro da partner di rete mobile. Supporta solo messaggistica e dati leggeri. La nuova costellazione avrà più satelliti e utilizzerà ulteriore capacità dallo spettro EchoStar per supportare la connettività a banda larga e IoT.

Scetticismo tra gli analisti
Molti rimangono scettici. Ad esempio, Sam McHugh, senior analyst di BNP Paribas Equity Research, non crede che l'azienda abbia pensato bene a questa strategia. La penetrazione della banda larga Starlink non è sufficientemente elevata per rendere il dispiegamento di femtocelle una soluzione wireless affidabile. Inoltre, considerando l'enorme impegno di capitale di SpaceX in data center e chip AI, investire denaro nella costruzione di un quarto operatore nazionale non sembra l'idea migliore.
SpaceX ha anche erroneamente stimato le entrate combinate dei Big Three wireless a 600 miliardi di dollari, quando la cifra reale è più vicina ai 220 miliardi di dollari, a sottolineare che i piani sono ancora in fase iniziale. Anche la copertura rappresenta un ostacolo. Paul Rhodes, consulente di rete, paragona il servizio Direct-to-Cell attuale di Starlink al 2G, prevedendo che con le femtocelle, SpaceX sarebbe in grado di fornire un servizio simile al 3G al massimo.