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Usa rinforza i suoi soldati con droni skydio: un affare da oltre 52 milioni di dollari

Il Pentagono ha appena sborsato oltre 52 milioni di dollari per 2.500 droni di ricognizione Skydio, la più grande acquisizione di questo tipo nella storia del Dipartimento della Difesa. Un passo significativo verso la modernizzazione delle forze armate e un chiaro segnale della crescente importanza dei sistemi autonomi nei conflitti contemporanei.

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Skydio x10d: l'intelligenza a livello di plotone

I droni X10D, prodotti dalla principale azienda statunitense nel settore dei velivoli senza pilota, forniranno capacità di intelligence, sorveglianza e ricognizione a livello di plotone. Questi piccoli UAV sono progettati per operare in ambienti ostili, anche senza GPS, grazie a sofisticate capacità di navigazione basate su telecamere integrate. La Tecnologia permette loro di mappare il terreno in tempo reale e mantenere il volo in contesti densamente affollati.

“Questo accordo riflette il ruolo decisivo dei piccoli sistemi autonomi nei conflitti moderni e l'impegno del nostro esercito nel mettere queste capacità nelle mani dei soldati,” ha dichiarato Mark Valentine, direttore globale della strategia di sicurezza nazionale di Skydio.

Il sistema di radio multibanda garantisce una connettività stabile anche in presenza di interferenze, selezionando dinamicamente le frequenze ottimali. Le telecamere ad alta risoluzione, sia visive che termiche, consentono l'operatività giorno e notte, da posizioni protette. Ogni X10D viene sottoposto a 550 controlli individuali nella fabbrica di Hayward, California, prima della consegna.

Questo non è il primo appoggio per Skydio nel settore della difesa europea: anche l'Esercito di Terra spagnolo aveva già formalizzato un accordo per l'acquisto di questi droni X10D nel febbraio dello scorso anno, con un contratto che ha raggiunto i 18 milioni di euro.

La cifra parla da sé: l'investimento massiccio del Pentagono sottolinea la tendenza inarrestabile verso la robotizzazione militare e la necessità di prepararsi a una nuova era di guerra, sempre più dipendente da sistemi autonomi.